Storia del comune

Comune di Piazza Brembana

a cura di Chiara Delfanti

Posto all'incrocio dei due rami del Brembo, che scendono da Mezzoldo e dalla Val Fondra, il Comune di Piazza Brembana ha sempre avuto un ruolo importante per tutta l'Alta Valle Brembana. Centro amministrativo durante la dominazione veneta, capoluogo del Mandamento di Piazza nell'800, resta il punto di riferimento dei piccoli Comuni circostanti soprattutto grazie al mercato settimanale, che ogni venerdì mattina attira i valligiani per acquisti di ogni genere.

Particolarmente gradevole la passeggiata lungo il centro storico con le vie F.lli Calvi e San Bernardo nella loro nuova veste, dopo il rifacimento del fondo stradale. Qui, nei secoli scorsi si svolgeva la vita amministrativa e sociale del paese. Vi era la sede del Comune e la Caserma dei carabinieri (odierno albergo "Gigi"), vi si trovavano i locali della Pretura occupati dal Convento di Suore Canossiane, e la Chiesetta di San Bernardo con il suo Oratorio tuttora esistenti. Fino a pochi

decenni fa lungo queste vie c'erano negozi di ogni genere. Oggi la via principale centro del traffico e dei commerci è la via Belotti, mentre la vita amministrativa del paese è spostata verso il "Dosso di San Martino" dove si trovano gli uffici comunali, la Caserma dei carabinieri, e la sede della Comunità Montana.

Le prime notizie del nucleo di Piazza Brembana si trovano in un documento del 1194 che riporta un atto notarile di investitura di un appezzamento di terreno tra un cittadino di Olmo ed uno di Piazza (nel documento "La Plaza"). Ma il documento ufficiale in cui si trova il Comune di Piazza è datato

1331 e si tratta degli statuti della città di Bergamo in cui si trova l'elenco dei Comuni della Valle Brembana. In questo elenco il comune e quello "De La Plazza". Nel 1456 venne steso un documento in cui si delineavano i confini del Comune di Piazza, confini che non ebbero mai grandi variazioni. Verso la fine del 1500 il Capitano Giovanni da Lezze relazionò al Collegio di Venezia una dettagliata descrizione di Bergamo e dei Comuni compresi nel territorio bergamasco. Di Piazza egli scriveva così:

"Questa terra è posta in piano fra monti, a sera il monte grande della Forcella et Foghelini, mediante un ramo fiume Brembo che gli passa al piedi, a dimane il monte chiamato Colonghello, mediante l'altro rammo circonferendo la detta terra et anco la terra detta Piana et Lenna che se ben due terre è

un solo comune. Nella qual terra di Piazza vi sono l'infrascritte contrade:

Piazza, Casteler, Vachera, Prat della Piaza.

Lontani da Bergomo milia 20 et alla sumità dei monti de Valtulina milia 9 per la strada nova.

In tutto sono fochi 65, anime 275: utili 53, il resto vecchi, donne et putti.

Soldati delle ordinanze: archibusieri n. 1, pichieri n. 2, moschetieri n. 5 et galeotti n. 4.

Ha un monte chiamato Sole comunale goduto a uso di pascolo et in oltre il comune ha de entrada d'affitti intorno £.500…

Qui non sono richezze se non due o tre che hanno al più de entrada circa 300 scudi per uno; gl'altri attendono alli traffichi già detti della ferarezza, de borre et animali; molti habitano fuori del paese in negocii di mercantia, perché essendo sterile né raccogliendosi grani per due mesi l'anno, sono le persone necessitate habitar altrove et tuttavia le terre però le megliori vagliono scudi 25 la pertica.

Questo comun a benefitio della povertà mantiene una caneva o magazeno di vino per vender a poveri a manco pretio del solito et al calmeraio che dà il Viccario.

In questo luogo ressiede il Vicario et habita per il più in Valnegra vicina.

Chiesa parocchial S.to Martino, il curato della quale ha entrada propria per l'importanza de £. 400 in circa…

Sopra i doi rami di Brembo vi sono gl'infrascritti edifitii:

Una fusina grossa, una rasega da legnammi, doi molini da grani."

Un'altra descrizione del territorio di Piazza la si trova nel "Dizionario Odeporico della Provincia di Bergamo" di Giovanno Maironi da Ponte nei primi anni del 1800. Del paese si legge: " piccolo villaggio signorile, capo-luogo del distretto VIII, e sede della Pretura di tutta la Valbrembana oltre la

Goggia. Resta sulla strada provinciale, che da Bergamo conduce al passo di confine tuttora chiamato la casa di S.Marco. Ha avanti a sé un buon tratto di pianura ben coltivato, comechè elevato dal piano della vallata; ed è a pochi passi dalla chiesa parrocchiale di S.Martino detto d'oltre la Goggia. Il fabbricato della villetta di Piazza, è quasi tutto signorile; ha il palazzo di residenza dell'Amministrazione; ed ha avuto sino al 1798 un convento di monache terziarie Francescane. La chiesa annessa a questo piccolo monastero è sotto la invocazione di S.Bernardo, e sussiste tuttora a comodo della contrada. Le fondatrici del convento erano state suor Serafina Capello, suor Cherubina Panigoni, suor Delfina, Teresa, e felice Orlandini Genovesi, e suor Maria Felicita Camozzi da Bordogna, tratte dal convento del medesimo ordine in Alzano.

Contrade del villaggio della Piazza sono Castello, ove tuttora esistono le vestigia d'un fortilizio munito di una gran torre, Vacchera e Cavrengo. Poco sotto poi il suo caseggiato lungo l'alveo del ramo del Brembo chiamato la Valle esiste un forno di fusione del ferro di proprietà del negozio Ferrarezza di Lenna, ora non adoperato."

Un secolo dopo (1944) Luigi Traini, Segretario comunale di Piazza Brembana tra il 1913 ed il 1928, di San Martino de' Calvi dal 1929 al 1932 e sindaco di Piazza Brembana dal giugno 1957 al marzo 1958, descrive Piazza Brembana come all'incirca appare attualmente: "Piazza, ora San Martino de' Calvi nord, ha, sebbene povera di industrie, bellezze forti e austere, che la rendono cara ai turisti e al forestiero, per la sua aria balsamica, fragrante dei mille profumi delle sue pinete e dei suoi prati.

Essa è un delizioso soggiorno estivo a 556 m. s.m. ricco di sole e di frescura: conta 660 abitanti.

Chi sale in ferrovia sino a S.Martino de' Calvi, dopo aver oltrepassata la piccola e graziosa stazione di Lenna, rimane sorpreso di trovarsi, impensatamente, sopra un altopiano tutto punteggiato di case, sulle quali troneggia la gotica parrocchiale. Tutto, intorno è un signoreggiare di verde smeraldino.

Questo ridente paese è centro dell'Alta Valle Brembana distante da Bergamo 37 Km.

Con atto 30 ottobre 1919, il Ministero dei Lavori Pubblici, concedeva alla Provincia di Bergamo, di costruire la ferrovia S.Giovanni Bianco- Piazza Brembana, con la determinazione del sussidio chilometrico governativo. Da allora il piccolo centro se ne avvantaggiò di molto. La linea ferroviaria risolse il gravissimo problema del miglioramento della strada, più rispondente alle nuove

esigenze. La Provincia e i Comuni limitrofi, contribuirono all'esecuzione dell'opera, perché il nuovo mezzo di comunicazione aumentava notevolmente il traffico. …

… a Piazza prevale la piccola sulla grande proprietà. I proprietari sono tutti "casalini": non possiedono che pochi capi, quindi non vanno a svernare alla pianura. Il bestiame bovino appartiene alla razza bruna delle Alpi, apprezzata anche fuori di provincia; il centro d'origine di questa razza è la Svizzera. Da pochi anni però l'allevamento bovino è fatto in modo razionale e con eccellenti risultati, qui e in tutta la zona come dimostra la bella fiera del bestiame che si tiene a Piazza il mese

di Aprile di ogni anno. Esiguo l'allevamento dei suini, numeroso e razionale l'allevamento dei polli per uso familiare, ma anche per il consumo del forestiero nella stagione estiva.

… Piazza è centro di un mercato mensile, ha numerosi negozi, alcuni di lusso, di generi vari; due segherie elettriche. Anticamente invece, aveva importanti fucine, che lavoravano il ferro proveniente dalla val di Cassiglio. Esse erano situate sulla sinistra del Brembo, oggi i Fondi, dove presentemente si trova la fabbrica cannucce per scrivere, della Ditta Dentella. Lungo la sponda destra del fiume si scava una durissima pietra che si presta alle opere di costruzione. E' una roccia arenaria di color grigio cinereo, a strati disgregabili, che presenta una curiosa fauna di molluschi. Ferve il commercio del legname. L'industria alberghiera è pure fiorente. Essa ha poco da invidiare al lusso e alle comodità dei grossi centri. Rinomati per buona cucina gli alberghi: Posta, Piazza Brembana, Alpini, Orobico (ora Bar Stazione n.d.r.), Stazione (ora Casa Orlandini n.d.r.). San Martino de' calvi conta quattro Banche: Banca Piccolo Credito Bergamasco, Banca cassa di Risparmio, Banca delle Provincie Lombarde, Banca popolare Bergamasca. … nel 1903, a Piazza, si costituì una società di tiro a segno nazionale, che ebbe tosto ben 170 soci. Il luogo scelto è piano e adatto allo scopo. Se ne ottennero presto grandi vantaggi. La Società domandò un sussidio di £. 100 a tutti i Comuni del Mandamento, i quali diedero, quasi al completo, la loro adesione. Oggi però (1944 n.d.r.) il tiro a segno è chiuso e dimenticato.

… il vivaio forestale "Ai Piani" poco discosto dal Tiro a Segno, è stato importato or sono ventiquattro anni. Lo scopo è di coltivare piantine principalmente di larice e di abete rosso, il più vicino possibile ai perimetri da rimboschire nell'Alta Valle Brembana. Tuttavia, molte migliaia di queste piantine vengono spedite anche in altre valli, e , spesso, fuori Provincia…

Piazza conta circa due centinaia di emigranti, costretti a trovare pane e lavoro altrove. Applicati in prevalenza al taglio dei boschi, alla cottura del carbone, vivendo isolati senza confronti morali, hanno sempre desiderato il ritorno in patria. Nessuno emigrò col pensiero di stabilirsi definitivamente all'estero; ma speciali circostanze di famiglia, o la buona fortuna, o il vincolo matrimoniale, decise spesso la massa emigrata allo stanziamento perenne in terra straniera. Così famiglie intere esularono in Francia, e alcune in Svizzera. Si può affermare che il valligiano emigrante è onesto, laborioso, risparmiatore, apprezzato dal padrone.

Il movimento migratorio a Piazza non data dall'800. Una relazione ufficiale del governo veneto del 1516 nota come operai del nostro paese, si recassero a tessere drappi di seta a Firenze e a Genova…"